lunedì 28 settembre 2009

Stamping !


E' più di un anno che ho archiviato queste immagini per farci un post.
Le stavo buttando via, perché ho pensato che oramai sono stra-viste...


Ma poi ho pensato che è sempre meglio avere qualche post di scorta per
quelle giornate dove navighi e navighi...senza trovare nulla da proporre!


Quel tipo di giornata inconcludente, è questa!
Per cui eccovi questo bel post surgelato con idee per uno stamping fai-da-te.
Le prime tre immagini appartengono a Geninne's Art Blog...


E queste che seguono, sono creazioni di Ola Smith.


In entrambi i casi, i decori scelti per gli stampini, sono molto basici.


Per cui se amate torturare le gomme a colpi di bisturi e scalpello...


...ecco degli spunti...per affondare la lama!

Buone (sane) incisioni °*°

mercoledì 23 settembre 2009

La festa in testa (...e altrove!)°*°


Ogni anno, durante il lungo viaggio per andare in vacanza
mi porto il fido uncinetto, per fare passare più velocemente quel tempo amorfo in macchina.


Generalmente faccio un cappello...ma quest'anno ho optato per la doppietta: cappello fru-fru e scaldacollo jè-jè.


Questo è il cappello sfornato quest'anno
dal sapore austero, minimale, sobrio e monocolore :-) ...


...questo è invece quello che ho lavorato nella tratta
Milano-riviera romagnola dello scorso anno
(entrambi sono stati fatti per la mia bimba).


Per anni, nei miei viaggi in macchina ed in treno, ho confezionato
le famose piastrelle a crochet.
Nella foto potete notare tre maglioni (uno dai toni fumé, uno su base arancio e rosso ed un altro multicolor) che son 20 anni che mi fanno compagnia!


Poi però sono anche capace, di ordinare qualcosa a qualcun'altro, per vedere come ciascuno re-inventa il crochet.
Questo cappello è la coloratissima interpretazione di Héloyse,
di cui ho già parlato in un post di qualche tempo fa.

Naturalmente ringrazio Photoshop per avermi tolto 3 etti di rughe, 2 etti di occhiaie, e per avermi regalato una pelle setosa...
Mirabolanti effetti speciali
:-) !

venerdì 18 settembre 2009

Scrap...questo sconosciuto!


E' proprio così: io ho un timore reverenziale a parlare dello scrap, perché quando penso di aver capito qualcosa mi accorgo di aver capito ben poco :-( !


Quando ad aprile 2008 decisi di inserire questo mio primo art-journal nella categoria FELTRO del mio sito, chiesi ad Anna Drai
(la mia wikipedia-scrapper-girl) un consiglio per la didascalia.


Le dissi: scrivo album scrapbooking in feltro e stoffa?
E lei mi fece notare che questo tipo di creazione era più giusto definirla art-journal
(...a me sembrava così di tirarmela ad usare la parola ART !).


Così appresa questa definizione, qualche tempo dopo feci un post
intitolato "Uno, dieci, tanti art-journal"
(lo potete leggere cliccando qui).


Se non che, Wonder Anna Wikipedia, con tutta la delicatezza di questo mondo mi scrive una mail per spiegarmi alcune differenze. Ed io ve le riporto, perché come per il feltro, ci sono varie definizioni.


..."- l'art journal, prevede l'utilizzo di tecniche varie, spesso più artistiche (disegni, pittura, collage, graffiti...), ma non ha le foto ed è spesso molto personale, ovvero incentrato sui pensieri emozioni di chi lo fa... ma non è una regola.
- il mini album prevede l'utilizzo di tecniche varie secondo il proprio gusto, ma ha sempre le foto: è un album di fotografia (più o meno piccolo) decorato secondo il proprio gusto. In genere ha un tema e quindi un titolo in copertina, ma anche qui non è la regola.
Insomma l'unica regola è quella delle foto: se ci sono o meno.
Ultimamente la moda scrap utilizza molto la stoffa e il cucito, per cui ci sono diversi mini album di stoffa.

Hanno persino messo in produzione degli album con pagine di stoffa vuoti, pronti per essere decorati, qui e qui, due esempi tra i più famosi."...


...Inutile dirvi che solo qualche mese fa, ho saputo che
LO sta per Lay Out!
Ora sta a voi aggiungere tutto ciò che sapete a tema scrapbooking.

Io vado a mangiarmi fish and chipboard...ops, chips !

lunedì 14 settembre 2009

Feltro e affini, il seguito!


Chiudo il cerchio sulle varie distinzioni tra pannolenci, feltro e lana cardata,
grazie ai vostri preziosi commenti, nel precedente post.


Comincio con il ringraziare Gloglo che spiega bene come il pannolenci prende il nome dalla ditta Lenci,fondata a Torino nel 1919 da Enrico ed Elena Scavini.
Il nome deriva dal soprannome di Elena poi trasformato in acronimo Ludus Est Nobis Costanter Industria
(il gioco è la nostra ricerca continua).


Proseguo con il dire a Cicoria, Fata Bislacca, Rosi Jo', Beta
e tutte le altre affette da prurito imminente al collo
(dopo aver preso visione della collana in feltro a più giri)...


...che, come insegna Claudia:
"...ci sono tanti tipi di lana e normalmente per le collane, le sciarpe e gli oggetti che si portano direttamente sulla pelle, viene usata la lana merino, proprio per evitare tutti i problemi da voi elencati."


E, sempre a proposito di effetto gratta-gratta-che-prurito,
Giulia conclude con "niente pruriti o bolle, quindi ma...dolci carezze."


Tutte le immagini di questo post sono di Le Mouton Feutré
che ha anche uno shop on-line dove vende i vari tipi di lana cardata.


E se i vostri dubbi non si sono ancora dipanati,
leggete, qui di seguito, il prezioso contributo di Claudia:

- Panno lencio (o feltro industriale): si tratta di un panno (non tessuto) che viene fabbricato in modo industriale partendo dalla materia prima che é la lana cardata, la quale viene infeltrita in modo meccanico con delle macchine ad aghi appositi che, salendo e scendendo infeltiscono la lana. Il feltro industriale si trova in commercio in diversi spessori e tanti colori.
Esiste anche un tipo di panno ricavato da materie sintetiche, quello che si usa per i lavori manuali con i bambini, tanto per intenderci.

- Lana cardata:
é la materia prima che ci permette di avere il feltro. La lavorazione a mano avviene con acqua calda e sapone (il calore e il movimento fanno infletrire la lana: chi non ha mai lavato un maglione che poi andava bene all'orso di peluche???) oppure con degli appositi aghi (come quelli delle macchine per il feltro industriale), che ci permettono di ottenere un feltro più morbido e meno "resistente".

- Lana cotta: questo tipo di "feltro" non é altro che un filato di lana lavorato a maglia (o tessuto) e poi infeltrito successivamente.

- Feltro: tessuto non tessuto ottenuto dalla lavorazione della lana cardata

Perciò alla fine si può dire che gli oggetti finiti NON sono di lana cardata ma di feltro, panno lencio, lana cotta.


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
M'inchino alla vostra bravura, ai vostri gratta-gratta, e mi scuso se ho tralasciato qualcuno.

venerdì 11 settembre 2009

Lana cardata: il ritorno°*°


Complice il caldo ed altri argomenti che hanno avuto il sopravvento...


...è da un po'che non dedico un post alle creazioni in lana cardata.


Nessun problema, rimedio subito.


Questa selezione di lavori
sono opera di Wool it be, e hanno catturato
il mio occhio per la pulizia delle forme, per i colori scelti...



...e per il mio amore per feltro e lana cardata!

Ps: in molte mi chiedono la differenza tra feltro (tessuto), pannolenci e lana cardata.
Quando lavoravo per il mio libro (Feltro e pannolenci) lo chiesi a molti rivenditori. La risposta unanime è stata: non c'é differenza.
Il pannolenci (come ho saputo da Gloglo nei commenti di questo post)
prende il nome dalla ditta Lenci,fondata a Torino nel 1919 da Enrico ed Elena Scavini. Il nome deriva dal soprannome di Elena poi trasformato in acronimo Ludus Est Nobis Costanter Industria (il gioco è la nostra ricerca continua)...
La parola feltro, invece, fa più tendenza.
E negli ambienti di design, ultimamente è molto in auge.
Tutt'altra cosa è la lana cardata, che si presenta sotto forma di matasse di lana da cardare (appunto) e la cui lavorazione avviene tramite acqua calda saponata o punzecchiature con appositi aghi.
La lana cardata, dopo essere stata lavorata, diventa feltro (non tessuto).

Ma qui lascio la parola alla maestra Giulia e a tutte voi che vorrete aggiungere qualcosa...

domenica 6 settembre 2009

Uno spettacolare paper-party!


Ci sono volute due settimane di minuzia, ritagli, incolla, dipingi, aggiusta qui, ritocca là...


...ma poi Vanessa Valencia, dall'innegabile talento
creativo-cromatico-compositivo...


...ha finalmente visto il frutto del suo party-paper-decòr.


Ed io, che casualmente sono capitata nel suo blog (A Fanciful Twist)...


...lo mostro a voi!
E mi permetto pure di fare gli onori di casa: prego gradite qualcosa da bere?


Ve lo servo direttamente da questa preziosa teiera con giro di perline all'estremità del beccuccio...


...in questa splendida chicchera da the.


E con la chicchera al cielo brindo alla bravura di quest'artista.
Cin °*°

Buona domenica baciata dal sole,
buone feste se ci andrete,
buone attività ricreative se le farete.
Un cin anche a voi.
Cin°*°

mercoledì 2 settembre 2009

Colori e splendori°*°


E' con grande sorpresa, che nella mia posta, ho trovato la mail
di Daniela Cerri, che non avevo ancora il piacere di conoscere.


In chiusura delle sue righe, ho trovato l'indirizzo del suo sito e del suo neo-blog (...nato questo luglio!).


Quando ho fatto click, non mi pareva vero!
Mi sono trovata catturata dalle creazioni che vi mostro in questo post...
che naturalmente trovo splendide, curatissime e originali.


A quel punto è cominciato uno scambio di mails in cui lei mi ha parlato dei suoi vari progetti. Uno è legato ad un manuale che si è auto-prodotta, inerente al riciclo dei sacchetti di plastica.


Un manuale di 16 pagine, disponibile a prezzo davvero modico
(giuro solennemente che non ricevo nessuna percentuale e lo
recensisco-promuovo perché le idee vanno premiate!)
...


...Questa è la copertina.
Daniela spiega, step-by-step, come trasformare i sacchetti in simil-tessuto, e come creare forme come cordoncini, foglioline e petali tridimensionali (contattare lei per acquistarlo).


E se le mie parole sono poco chiare, ecco degli esempi di eco-bijoux
creati con questa tecnica
(foto sopra e foto sotto)!
A me piacciono molto!


E adesso veniamo a voi
(soprattutto a voi che non mi fate mai mancare una traccia del vostro passaggio):
in fondo ai vostri commenti del post precedente, ci sono le mie due-righine di commento per voi.

Due righe °*° Due baci °*° Mille grazie °*°