
Chiudo il cerchio sulle varie distinzioni tra pannolenci, feltro e lana cardata,
grazie ai vostri preziosi commenti, nel
precedente post.

Comincio con il ringraziare
Gloglo che spiega bene come il pannolenci prende il nome dalla ditta Lenci,fondata a Torino nel 1919 da Enrico ed Elena Scavini.
Il nome deriva dal soprannome di Elena poi trasformato in acronimo
Ludus
Est
Nobis
Costanter
Industria
(il gioco è la nostra ricerca continua).

Proseguo con il dire a
Cicoria,
Fata Bislacca,
Rosi Jo',
Betae tutte le altre affette da prurito imminente al collo (dopo aver preso visione della collana in feltro a più giri)...
...che, come insegna Claudia:"...ci sono tanti tipi di lana e normalmente per le collane, le sciarpe e gli oggetti che si portano direttamente sulla pelle, viene usata la lana merino, proprio per evitare tutti i problemi da voi elencati."
E, sempre a proposito di
effetto gratta-gratta-che-prurito,
Giulia conclude con
"niente pruriti o bolle, quindi ma...dolci carezze."
Tutte le immagini di questo post sono di
Le Mouton Feutréche ha anche uno shop on-line dove vende i vari tipi di lana cardata.
E se i vostri dubbi non si sono ancora dipanati,leggete, qui di seguito, il prezioso contributo di
Claudia:
- Panno lencio (o feltro industriale): si tratta di un panno
(non tessuto) che viene fabbricato in modo industriale partendo dalla materia prima che é la lana cardata, la quale viene infeltrita in modo meccanico con delle macchine ad aghi appositi che, salendo e scendendo infeltiscono la lana. Il feltro industriale si trova in commercio in diversi spessori e tanti colori.
Esiste anche un tipo di panno ricavato da materie sintetiche, quello che si usa per i lavori manuali con i bambini, tanto per intenderci.
- Lana cardata: é la materia prima che ci permette di avere il feltro. La lavorazione a mano avviene con acqua calda e sapone
(il calore e il movimento fanno infletrire la lana: chi non ha mai lavato un maglione che poi andava bene all'orso di peluche???) oppure con degli appositi aghi
(come quelli delle macchine per il feltro industriale), che ci permettono di ottenere un feltro più morbido e meno "resistente".
- Lana cotta: questo tipo di "feltro" non é altro che un filato di lana lavorato a maglia
(o tessuto) e poi infeltrito successivamente.
- Feltro: tessuto non tessuto ottenuto dalla lavorazione della lana cardata
Perciò alla fine si può dire che
gli oggetti finiti NON sono di lana cardata ma di
feltro, panno lencio, lana cotta.
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M'inchino alla vostra bravura, ai vostri gratta-gratta,
e mi scuso se ho tralasciato qualcuno.